Sogni al cinema

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Fino al 9 maggio è possibile partecipare alla VII edizione del concorso per filmakers Meeting Rimini Film Festival, in cui sono messi a tema la ricerca sulla vita e l’esperienza dell’uomo impegnato con i propri bisogni originali.

 di Otello Cenci

 «È molto facile e molto difficile mostrare dei sogni al cinema. Credo che, se uno decide di filmare un sogno, e si dice: “Voglio rappresentare un sogno, voglio crearlo con la cinepresa e tutti gli altri mezzi tecnici disponibili”, non ci riuscirà mai. Ma se invece racconta semplicemente la sua storia, questa può rivelarsi un sogno meraviglioso». [Ingmar Bergman]

Lobiettivo sulla vita quotidiana

Sul contenuto di questa frase è nato il Meeting Rimini Film Festival. Forse un po’ inconsciamente, come succede con alcune fulminee illuminazioni che si chiariscono con il tempo ed il lavoro. Il primo titolo della manifestazione è stato ‘What’s in your City? Tell me a story’, scelto proprio per il comune desiderio di focalizzare l’obiettivo sulla vita quotidiana e condividere i fatti ritenuti di maggior interesse.

Recentemente l’eroe degli action movies Silvester Stallone ha rilasciato un’intervista, nella quale ha detto, tra le altre cose, che Rocky «non è un film che parla di pugilato, ma del sogno di felicità di un uomo». E ancora, il regista francese Jean Renoir diceva: «L’arte del cinema consiste nell’approcciarsi alla verità degli uomini, non di raccontare delle storie sempre più sorprendenti».

Il contenuto dei grandi racconti

Ecco questo è da sempre il contenuto dei grandi racconti. Il desiderio di felicità di un uomo e gli sforzi, più o meno epici, per raggiungere il suo obiettivo. Nelle conseguenti difficoltà, inciampi, incontri, ci sta il gusto e la sofferenza della scoperta e del cambiamento del protagonista, in quel lento, o a volte improvviso, avvicinamento alla verità delle cose e di se stessi tanto sospirato. Per questo l’happy ending cinematografico è qualcosa di radicalmente strutturato nell’animo umano: non è razionale né umano, continuare a impegnarsi, giorno dopo giorno, pensando che non vi sia risposta all’originaria domanda di felicità. Infatti, il finale tragico, tipo quello tagliato dalla versione originale di Blade Runner, è qualcosa di frustrante, che in linea di massima nessuna persona in salute ricerca come finale di una storia.

Il concorso

Oggi, dopo sette edizioni, e oltre 600 filmati ricevuti da decine di Paesi differenti, tra cui Italia, Spagna, Inghilterra, Polonia, Francia, Argentina, India, Russia, Grecia, Cina, Africa, Stati Uniti, Macedonia, Canada e Australia, il concorso di corti ha cambiato nome, ma mette ancora a tema questa ricerca sulla vita e l’esperienza dell’uomo impegnato con i propri bisogni originali.

In questi anni il MRFF è diventato un’opportunità matura per tanti giovani filmakers di tutto il mondo di condividere la loro storia, verificare il loro linguaggio formale e imparare.

Un ringraziamento particolare

Per questo percorso un ringraziamento commosso va all’amico GeneStavis, insegnante di Cinema presso la School of Visual Arts di New York, con cui il progetto è nato in un dopocena newyorkese e che lo scorso dicembre ci ha lasciato dalla sua casa traboccante di film, sul fiume Hudson, a NY.

I compagni di viaggio

Tanti sono i compagni di viaggio che hanno accettato con noi questa sfida e che hanno contribuito alla nascita del progetto o hanno condiviso con noi una parte del percorso: School of Visual Arts di NY, Made Officina Creativa, Best Movies, il mensile di cinema, Encounter Madrid, Polonia Culture Carousel, Sky Cinema, la Scuola Civica di Cinema di Milano, la Scuola di Cinema di Roma, Radio Cinema e Sentieri del Cinema.

Il Manhattan Film Festival, promosso dalla World Alliance Foundation, è il più recente partner, con cui si è definita una collaborazione e una dichiarazione di intenti, grazie alla direttrice del Cultural Programs: Alexis Kende. Il punto di incontro è la passione per il cinema e la decisione di offrire un’opportunità di confronto e crescita ad artisti in erba.

Premi

Con questa particolare attenzione, ogni anno una giuria di esperti del MRFF seleziona le dieci migliori opere e offre ai vincitori l’eccezionale occasione di un soggiorno studio di dieci settimane presso la School of Visual Arts di New York, la frequentazione di uno stage presso la Scuola di Cinema di Roma e un premio in denaro di 1.500,00 euro. Oltre a questo, durante la settimana del Meeting di Rimini, che quest’anno sarà dal 24 al 29 agosto, tutti i partecipanti possonoprendere parte ad incontri pubblici e a momenti di confronto con i giurati e altri professionisti del settore, per scoprire insieme qual è il segreto che si nasconde dietro un bel film.

 Un lavoro di squadra

A ciascuno di questi amici, storici e appena incontrati, dobbiamo dire sinceramente grazie per il contributo appassionato che hanno offerto e che offrono al MRFF. È un lavoro di squadra non solo organizzativo ma di confronto e affinamento del giudizio sul valore di ogni singolo corto e parallelamente dell’opera filmica in generale. È un percorso educativo a tutti gli effetti: per chi vi partecipa in veste di concorrente, per i giurati e perfino per i grandi maestri che ogni anno intervengono molto generosamente in qualità di presidenti di giuria.

Con questo gusto del percorso fatto fin’ora e un’aumentata coscienza dello scopo dell’iniziativa, invito tutti gli appassionati alla settima arte a partecipare al concorso e a coinvolgersi con gli organizzatori per rendere le prossime edizioni ancora più belle ed interessanti.

 Ai giovani filmakers auguro buon lavoro e in bocca al lupo!

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Meeting Rimini Film Festival

SCADENZA: 9 MAGGIO 2014

INFO RIFERIMENTI: www.meetingrimini.org – e-mail: shortfilm@meetingrimini.org

PREMI: un soggiorno studio di 10 settimane presso la School of Visual Arts di New York, una borsa di studio per la frequenza di un anno di studi presso lAccademia di Cinema e della Televisione di Cinecittà a Roma ed infine un premio del valore di 1.500,00 euro.

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  • Meeting Rimini Film Festival

    Il Meeting Rimini Film Festival, nasce con l’intento di valorizzare opere che raccontano e approfondiscono, con autenticità, il tema dell’uomo impegnato con la vita quotidiana, svelandone gli aspetti seri, ironici, drammatici, appassionati, enigmatici.
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